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Carlo Sgorlon, 'Penna d'oro' friulana, ospite de 'Gli incontri con l'autore' riceverà il sigillo della città di Udine


Mercoledì 25 febbraio alle 18.00 in sala Ajace

Ha vinto i più importanti premi letterali italiani, dal Supercampiello (ben due volte) allo Strega, dal Napoli all’Hemingway, dal Nonino al Pen Club Italiano. I suoi romanzi hanno raccontato la vita contadina friulana con i suoi miti, le sue leggende e la sua religiosità, le guerre mondiali, le storie degli emigrati, le difficili convivenze delle varie etnie linguistiche. Stiamo parlando di Carlo Sgorlon, ospite mercoledì 25 febbraio in sala Ajace a Udine del prossimo atteso appuntamento con “Gli incontri con l’autore”.

Una serata, con inizio alle 18.00 a ingresso libero fino ad esaurimento posti, che oltre a presentare l’ultimo romanzo del narratore di Cassacco, “La penna d’oro” (edito da Morganti), sarà anche l’occasione per consegnargli, direttamente dalle mani del sindaco Furio Honsell e dell’assessore comunale alla Cultura, Luigi Reitani, il sigillo della città di Udine. Chiari i motivi per cui l’amministrazione comunale ha deciso di conferire il prestigioso riconoscimento a Sgorlon, premiato “per aver altamente rappresentato il Friuli nel mondo – spiega Reitani – con una narrativa mitica e fiabesca, in cui il desiderio di avventura e di assoluto proprio della modernità si placa e finisce per coincidere con la stasi di un microcosmo magico”.

A dialogare con l’autore nell’appuntamento organizzato come consuetudine dalla Biblioteca Civica e dall’assessorato alla Cultura in collaborazione con il Club Unesco, oltre a Reitani saranno anche lo scrittore Giampaolo Borghello, e il direttore della “V. Joppi”, Romano Vecchiet, mentre l’attrice Titti Biasutti leggerà alcune pagine del libro.

Ne “La penna d’oro” Sgorlon si fa portavoce in prima persona della sua vita e della sua poetica. Nel raccontarsi con sincerità, ma anche con un pizzico di costruttiva polemica e disincanto, lo scrittore affronta i ricordi della propria vita personale e professionale come se osservasse un altro se stesso dal balcone della sua casa friulana. Il risultato di questo proiettarsi al di fuori lo trasforma nel protagonista di un’avvincente storia privata. Ma di che si tratta? Ancora una volta è la storia di un uomo estraneo ai luoghi e alle mode, che si affranca dal mondo, pur senza mai perderlo di vista, per cercare la propria patria. Il narratore si racconta con la medesima propensione fabulatoria che da sempre lo caratterizza, proponendo al lettore un romanzo esistenziale, quello di un uomo che si sofferma sulla propria esistenza facendone il bilancio e ribadendo la radicata convinzione che l’essere umano possa percorrere la propria vita su due piani di esistenza paralleli: quello della realtà e quello del fantastico. E in questo percorso, anche la penna d’oro, dono ricevuto nell’infanzia, diventa un mitico oggetto sparito chissà dove, che da sempre influenza il destino del protagonista-scrittore.
 

Data pubblicazione : 23/02/09

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ultimo aggiornamento: 23/02/09 - Stampa pagina Stampa pagina

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