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'Veglia per E.E. - Una questione di vita e di morte'


Spettacolo-concerto sulla tormentata vicenda terrena di Eluana Englaro

Martedì 9 febbraio alle ore 21.00, al Teatro Palamostre, la città di Udine dedica una “veglia” teatrale alla tormentata vicenda terrena di Eluana Englaro, ad un anno esatto dal suo congedo dalla vita.

Veglia per E.E. - Una questione di vita e di morte è lo spettacolo-concerto prodotto da Ultima Luna-Teatro che, in sinergia tra il Comune e la rassegna Akropolis.10, vede in scena l’attore-autore Luca Radaelli, con accompagnamento musicale di Marco Belcastro, per un percorso di laica spiritualità dentro il calvario affrontato da Eluana e dalla sua famiglia.

Il lavoro, che prima di Udine sarà in anteprima stagione a Milano,  prende alimento dal libro Eluana. La libertà e la vita (ed. Rizzoli), scritto da Beppino Englaro - che sarà presente alla serata - in collaborazione con Elena Nave e qui tenuto presente come fonte di suggestioni e di informazioni per guardare con rispetto emozionato a quella via crucis e dare finalmente –dice Radaelli– “una giusta e dovuta sepoltura” alla donna cui essa è stata negata.

Nessun intento politico, su tesi ideologica preconfezionata, motiva questo lavoro, che invece, attraverso un intarsio di canti, letture e brani poetici, vuole invitare ad una meditazione profonda sulla vita e sulla morte, come due facce della stessa medaglia. In tutte le culture, la morte è un fatto naturale. Dall’Irlanda all’isola di Bali, dalla Calabria alle steppe russe, le comunità si riuniscono a vegliare il morto con canti e racconti, mangiando o bevendo. Ed è sulla traccia di queste tradizioni che si muove anche questa veglia, proposta alla comunità odierna che, in nome di una affannata secolarizzazione, ha sbiadito il rapporto profondo con la natura e la vita.

Ne fa fede proprio il caso Englaro, oggetto di una sorta di una massacrante veglia mediatica a reti unificate, dove la polemica sostituiva la pietà e dove perfino si è parlato di cultura della vita contrapposta a cultura della morte. Sullo sfondo, ha echeggiato il modello pervasivo di una società che vende modelli di giovinezza e prestanza e la morte cerca di dimenticarla, occultarla, esorcizzarla. Ma in questa “veglia” teatrale, a rompere il tabù saranno anche le parole di Dante, Shakespeare o Sofocle, con le canzoni di Guccini, De André, Giovanna Marini, Stephen Stills, Robert Wyatt, insieme a un canto Yiddish, un canto di montagna e a un Lied di Schubert.

E’ un percorso che non esclude nessuno - credenti o non credenti, e di ogni orientamento - e  che non vuole dare delle risposte, ma porre solo delle domande, affrontando senza censure gli aspetti che sono saliti negli ultimi tempi alla ribalta di una sfacciata e morbosa curiosità: la nutrizione forzata, il rapporto medico-paziente, il testamento biologico, l’eutanasia.  Ma, infine, gli elementi del teatro  scartano dai binari dell’analisi, per restituire l’emozione, il gesto, la voce che diventa poesia e canto. E che soprattutto vuole prendere per mano gli spettatori e accompagnarli in un percorso “in quella terra di nessuno che in realtà è terra di tutti”.

Ingresso al pubblico libero e gratuito

Luogo: Teatro Palamostre - Piazza Paolo Diacono 21 33100 Udine

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Data pubblicazione : 04/02/10

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ultimo aggiornamento: 04/02/10 - Stampa pagina Stampa pagina

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